Congrega dei Borghi - Pro Roveredo

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Congrega dei Borghi

ASSOCIAZIONI

ASS.CULT.DI VOLONT. CONGREGA DEI BORGHI ROVEREDANI

Presidente:
Stefano Pignat
Recapito postale: loc. Tornielli 7/A - 33080 Roveredo in Piano
Sito internet: www.pindoi.it
e-mail: info@pindoi.it

 
 

I PINDOI


Il gioco è quello, ormai divenuto celebre non solo a livello locale, dei "pindoi". Un tempo serviva ai villici, cui non era concesso l'uso della spada, riservata per investitura a nobili e cavalieri: era una necessità, perchè il popolo comune ricorreva alle pietre, ai bastoni, agli attrezzi di lavoro per difendersi. I pindoi (i sassi, appunto) servivano all'addestramento in lanci di precisione di grosse pietre che avrebbe disarcionato facilmente un cavaliere, a quei tempi privo di staffe e con addosso una pesante armatura.


Verosimilmente i "Pindoi", sarebbero quelle grosse pietre a forma di pera, poste verticalmente in fila alla sommità delle cinte murarie con stabilità precaria. Un "tramai", una trappola contro intrusioni e incursioni.
Gioco dei pindoi, dunque, con i sassi posti in fila, lontano, per la disfida tra i rappresentanti dei borghi roveredani di un tempo: Platha, Tavjela, Villotes, Moro, Runcadei, Forcate, Puart, San Bastian, Sant'Anna, Codes, Borgo Nuovo, Sacon che si contendono la vittoria finale colpendo ed eliminando in varie fasi il sasso del borgo partecipante. Bello da vedere non solo il gioco, ma anche i preparativi, la sfilata e il cerimoniale di sorteggio.


REGOLE DEL GIOCO



Il gioco è molto semplice e consiste nel collocare a debita distanza dalla linea di tiro i grossi sassi a forma di pera, i "pindoi", da abbattere negli scontri dagli avversari dei campioni dei 12 borghi roveredani; il gioco affonda le sue radici nelle antiche rivalità che opponevano le contrade raggruppate fino a qualche decennio fa in "chei de la platha" e "chei de Còdes", i primi a nord e i secondi a sud, divisi da una linea di demarcazione rappresentata dalla strada di Sacon (attuale via Julia) fino alla zona denominata Runces. Per i temerari che avessero osato varcare questa sorta di confine immaginario erano dolori, specialmente se sorpresi dagli avversari nelle ore notturne. Da qui risse vere e proprie e spesso anche scontri a base di 'sassate' per confermare la supremazia territoriale, in primis nel campo amoroso! Durante il Regno Lombardo-Veneto queste violenze provocarono anche un 'coprifuoco notturno' durato per anni per tenere a freno i giovani ' focosi' del tempo e por fine ai disordini che spesso finivano, stando alle cronache del tempo, 'con spargimento di sangue' e talvolta, purtroppo, ci scappava il morto. Tempi passati, si dirà, infatti oggi lo 'scontro' avviene in maniera più 'gentile' con tanto di sfilata di cavalieri in costume, in una bella cornice di folla curiosa e attenta, in occasione della disputa del 'torneo dei pindoi'.

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