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STORIA E ARTE

LA STORIA

Un tempo foresta di roveri, oggi Roveredo è una ricercata zona residenziale alle porte di Pordenone a ridosso di Piancavallo e della Pedemontana.

Le prime testimonianze di insediamenti abitativi nel territorio del comune di Roveredo in Piano risalgono alla preistoria, alla quale appartiene la tradizione delle tombe a tumulo che erano presenti nel territorio e che sono state spianate per ignoranza culturale. Tracce dell’insediamento celtico sono attestate dal ritrovamento di alcune caratteristiche sepolture, così come per la presenza romana. I ritrovamenti di diversi reperti lasciano ipotizzare un insediamento nei dintorni di Roveredo già intorno al 115 a.C.: sono infatti stati rilevati tre nuclei a nord est del paese che hanno lasciato come tracce frammenti di laterizi,
corpi inumati, anelli, fermagli, fibule in bronzo e frammenti di vetro.

Nel 42 a.C. Roveredo era parte della X Regio, sotto il Municipio di Concordia ed il Capoluogo di Aquileia.
Dagli oggetti ritrovati nel sottosuolo si ricavano ulteriori informazioni sulla vita e l’economia di queste popolazioni: si tratta di agricoltori e di allevatori e dagli studi sulla conformazione del suolo e del sottosuolo si riesce a capire dove di preciso si insediarono. Partendo dai confini con Aviano fino alla Strada Ungaresca “Vastata Hungarorum” in pratica non esiste la terra nera “fertile”, pertanto si deduce che il terreno era un’enorme prateria: in epoca più antica, si ha ragione di credere, scorreva un ramo del torrente Cellina. I resti dei primi nuclei abitati, a.C., sono appunto di questa zona. Dall’Ungaresca in giù lo strato di terra nera fa intuire che ci fossero delle boscaglie, almeno nei tempi più recenti, nelle quali il rovere era predominante. Il bosco offriva frutti selvatici per l’alimentazione ed un riposo alle continue invasioni che hanno caratterizzato il territorio: si può quindi affermare che la zona sia stata occupata da insediamenti umani in luoghi diversi secondo il periodo storico. Infatti i ritrovamenti pre-romani e romani si trovano al di fuori della selva, mentre i più recenti sono  testimoniati all’interno dei rimasugli del “roboretum” o bosco di roveri, dove è stato costruito il centro abitato che ha dato luogo allo sviluppo attuale, ereditando il nome di Roveredo.

La vita nel territorio era senz’altro più sicura ed asciutta che nella bassa pianura friulana dove le grandi alluvioni della fine del 400 e del 589 cancellavano le strade, favorendo già allora l’immigrazione verso nord.
E’ giunta inoltre l’informazione del ritrovamento di due spade longobarde rinvenute in una tomba a nord ovest dell’attuale centro abitato.
Altro dato certo è che originariamente l’insediamento era diviso in due centri. Il primo, che faceva perno sull’attuale piazza, si denominava “Roveredum Sancti Avocati”,
ovvero Roveredo di San Foca (di San Quirino), quindi territorio soggetto alla Giurisdizione dei templari dell’abbazia di San Foca o a sua volta dipendente dall’Abbazia dei Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena.
Il secondo centro era “Villa Roboreti”, che aveva come fulcro l’attuale Chiesa di Sant’Antonio Abate ed era soggetta alla giurisdizione dei Conti di Porcia.
Data importante per la storia di Roveredo, come per molti comuni della zona pedemontana, fu il 1499, quando i Turchi compirono la loro ultima scorreria in Friuli comandati da Scandenberg Pascià, saccheggiando ed incendiando il territorio.

Nel 1534 furono segnati i confini tra Roveredo, Vigonovo, Fontanafredda, Ronche e Ceolini.
Nel 1811 il Comune di Roveredo viene aggregato a quello di Pordenone a seguito del riordino amministrativo del Regno d’Italia disposto da Napoleone I Imperatore dei francesi e Re d’Italia. Due anni dopo la caduta dell’Impero Napoleonico Roveredo riacquista l’autonomia comunale e solo nel 1867 il Re Vittorio Emanuele II, con proprio decreto, aggiunge “in piano” alla denominazione del comune di Roveredo.


ROVEREDO IN PIANO  ARTE
La Chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo risale, nella sua forma attuale, al secolo scorso: progettata dagli architetti Antonio e Stefano Marchi di Stevenà, fu iniziata nel 1854, portata a termine nel 1872 e consacrata nel 1912. In seguito, fu dotata di altari marmorei e decorata; negli anni scorsi la decorazione fu rinnovata dal pittore cividalese Antonio Gentilini. Ha facciata di tipo neoclassico, in sassi e mattoni a vista, con quattro semicolonne di ordine ionico, sormontata da una trabeazione sopra la quale si imposta il frontone.
All'interno, nella sagrestia, una graziosa tela databile al primo Settecento e attribuibile al pittore Francesco Trevisani: rappresenta la Santa Notte ed è particolarmente apprezzabile per la delicatezza e la grazia degli incarnati e per il gioco luministico.


Particolare della chiesa di San Bartolomeo
Ottocentesco, e dovuto al pittore trevisano Giuseppe De Lorenzi, è il grande affresco del soffitto della chiesa raffigurante il Giudizio Universale (1872): colori vivaci e figure chiaramente delineate entro lo sfondo chiaro; composizione piuttosto fredda che si richiama al fare rinascimentale. Dello stesso pittore sono i dodici riquadri monocromi alle pareti con simboli religiosi (le Tavole della Legge, l'Arca Santa, ecc.). Numerosi, nel territorio comunale i segni religiosi minori di varie epoche e di fattura popolare.

L’oratorio di San Sebastiano, un tempo solitaria costruzione in mezzo alla campagna all’incrocio tra la strada Carbonera (la via che i carbonai avianesi seguivano per recarsi a Pordenone) e la strada Armentaressa (la via che i pastori seguivano nelle consuete transumanze). La sua prima costruzione risale al XIV secolo, probabilmente per un voto della popolazione per scongiurare qualche pestilenza; distrutto dai Turchi nel 1499, fu riedificato nel XVI secolo, conserva ancora un affresco di autore ignoto rappresentate San Sebastiano.

Nelle vicinanze, sulla strada per Fontanafredda, si trova il capitello affrescato detto della Madonna della Lovera, perché ricorda la lunga e minacciosa presenza dei lupi nel territorio comunale.


Pro Roveredo - via XX Settembre 59 - 33080 Roveredo in Piano - pro.roveredo@gmail.com
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